Damiano&Dora

13 Lug

20110713

Descrizione:

Foglio A4 verticale, stampato a colori (getto d’inchiostro).

Una gran bella foto, probabilmente ripresa dal telefonino, campeggia nella parte superiore, costituendo l’elemento di maggior attenzione e richiamo.

In mezzo, il nome degli sposi in un carattere abbastanza leggibile (Monotype Corsiva, molto probabilmente  bold), nonostante la presenza delle grazie.

In basso, una piccola miniatura augurale, raffigurante lo Sposalizio di due Divinità sorridenti, con in mezzo un cuore. Le due divinità sono raffigurate molto semplicemente con una enorme testa tonda, simbolo di grande intelligenza e intolleranza ai crackers senza sale, secondo le superstizioni dell’epoca.

Le dimensioni ragguardevoli della foto fanno pensare a uno sposalizio tra famiglie benestanti, poiché è raro nei reperti dell’epoca un utilizzo così esteso della costosissima stampa a getto d’inchiostro. Di solito, infatti, per procedere a numerose stampe a colori in questi casi si procedeva affidandosi a un amico che  in ufficio avesse accesso a un magico marchingegno denominato “stampante laser a colori”, per mezzo del quale produrre abusivamente aggratis numerose stampe perfette. Ma erano davvero pochi privilegiati ad avere a disposizione un aggeggio del genere, e comunque andava utilizzato o la mattina presto o durante la pausa pranzo, lontano dagli occhi indiscreti di colleghi spioni, e non tutti erano disposti a rinunciare alla pausa pranzo solo per fare due stampe.

Il cartello è stato rinvenuto chiuso in un “favorit”, e connesso al supporto mediante nastro adesivo da pacchi ad altissima resistenza (l’altissima resistenza del fissaggio ha causato gravi danni durante la fase di distacco, avvenuta in pieno giorno e quindi, giocoforza, eseguito con estrema rapidità). Nonostante la presenza della busta plastica protettiva l’umidità aveva già infradiciato il manufatto, che attualmente si presenta in condizioni di conservazione molto precarie.

Utilità/Leggibilità:

Buona.

L’enorme foto a colori, anche se non permette il riconoscimento dei volti, comunque rappresenta un segno distintivo nel panorama ottico dell’automobilista medio.  Anche se bisogna dire che molti dei cartelli matrimoniali dell’epoca riportano la foto degli sposi, creando una certa confusione nei viandanti.

Il cuore rosa posto nella miniatura dello Sposalizio delle Divinità  spicca molto e aiuta la riconoscibilità.

Luogo del ritrovamento:

Appiccicato a  cavallo fra il cartello orizzontale con il nome della località e il sottostante cartello che avverte l’incauto pilota della presenza, sul territorio comunale, di strane divinità malevole denominate “Autovelox”.

Fra l’altro, il parziale occultamento della sagoma della divinità rappresentata nel cartello sottostante (un tizio con un berretto, un braccio alzato e una banda bianca inclinata sull’uniforme) probabilmente traeva in inganno i pellegrini che si trovassero a passare di lì, e non riconoscendo appunto la presenza del Demone Maligno sul territorio comunale ne cadevano facile preda (le cronache dell’epoca riportano frasi del tipo: “porcoddue mi hanno cuzzato con l’autovelox sti bastardi”).

Segni particolari:

Curiosa l’inversione dei nomi: solitamente, in questa tipologia di reperti epigrafici, prima viene in nome della sposa, poi quello dello sposo. Probabilmente, uno scherzo della fretta: si sa che i preparativi per un matrimonio son tanti (“un casino di cose da fare: allucinante”, riportano le cronache dell’epoca).

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