Francesca&Maurizio

15 Lug


Descrizione:

Foglio A4, orientamento orizzontale, stampa in bianco e nero (molto probabilmente fotocopia, ma non è confermato al 100%), solo testo.

Reperto rarissimo: nei cartelli matrimoniali dell’epoca, infatti, è molto difficile incontrare una composizione solo testo, perdipiù senza alcuna freccia o altro segno distintivo.

Ad accrescere la rarità del reperto è inoltre l’uso del font Times New Roman, nella versione bold. Carattere invero comunissimo in documenti a stampa, ma raro in cartellonistica e segnaletica.

Protetto da busta “favorit” purtroppo non sigillata, il che ha permesso l’ingresso degli agenti atmosferici, con la conseguente formazione di muffe e licheni.

Da notare l’utilizzo della dicitura “W gli sposi”, informale e simpatico, al posto del più comune (e formale) “oggi sposi”.

Utilità/Leggibilità:

Sufficiente.

L’utilizzo di un carattere “a bastoncino” con grazie non aiuta la lettura del messaggio, che solitamente veniva effettuata da autovetture lanciate ai duecento chilometri orari, come era uso all’epoca.

Se da una parte la sua semplicità va a scapito della leggibilità, c’è anche da tenere conto che un cartello così sobrio spiccava moltissimo in mezzo alla selva di altri cartelli matrimoniali che affollavano le strade di quel tempo, graficamente più ricchi ed elaborati, rendendolo paradossalmente poco leggibile ma molto distinguibile.

Si nota anche qui la mancanza di qualsiasi freccia indicatrice di direzione. Ma le più recenti interpretazioni degli studiosi stanno finalmente facendo luce sul mistero: la mancanza della freccia incorporata nel cartello rappresenta un’ottimizzazione molto abile, in quanto una qualsiasi freccia avrebbe avuto bisogno almeno di tre attributi (direzione, verso e spessore), e quindi di ogni cartello sarebbero servite innumerevoli versioni: freccia a destra, freccia a sinistra, freccia dritta, per non parlare di frecce contorte quali attraversamento di rotatorie, svincoli sopraelevati, attenti alla scuola, rallentare attraversamento vacche e così via, moltiplicando quindi all’inverosimile il lavoro di preparazione dei cartelli.

Senza freccia, risolto il problema alla radice, e in più si aggiungeva un po’ di pepe al corteo nuziale. Difatti:

Al ristorante, la sposa corre incontro agli invitati ritardatari:

“Miiii, ndo cazzo eravate finiti, arrivate solo adesso?”

“Aoh! Io ho seguito le indicazioni, a un certo punto ho visto il vostro cartello alla rotatoria, ma mica era spiegato dove dovevo andare!”

“Evvabbè, dovevate prendere a destra! Non si capiva?”

“No che non si capiva! Macchenenesoio che tu volevi dire a destra?”

“E non potevate chiamarmi sul cellu?”

“Madonn! Io adesso a questa gli spacco la testa! E’ mezzora che ti chiamo!”

“Ah, toh, guarda, 53 chiamate non risposte, ciai ragione, evabbè, stavamo facendo le foto, il cellu ce l’aveva mia madre, mia madre lo sai com’è fatta, vabè, vabè, dai, vi abbiamo tenuto gli antipasti caldi da parte, dai, sedetevi che adesso ve li facciamo portare!”

Luogo del ritrovamento:

Appeso a un cartello stradale del tipo freccia, indicante sia la località da raggiungere, sia la manovra necessaria (svolta a destra).

Il che, perlappunto, rende inutile la freccia di cui si è detto sopra, ma solo in questo singolo caso, sia ben chiaro.

Segni particolari:

In quei tempi, il “Times New Roman” era in generale il font più immediato e diffuso: le cronache dell’epoca lo descrivono come il “font di default di Word” (in sostanza, il tipo di carattere che viene proposto all’apertura di un nuovo documento in un processatore di parole dell’epoca, il cui nome, senza troppa fantasia, significava  proprio “parola”).

Ciò indica come il cartello sia stato volutamente pensato e realizzato con la massima semplicità e rapidità, e ci dà un’idea dell’enorme quantità di preparativi che erano necessari per i matrimoni (“Oh, sti cartelli li ho fatti in pausa pranzo in ufficio, cacchio vuoi! Già è tanto che gli ho fatti, pure colorati con le figure li volevi? Ma guarda te! La prossima volta te li fai da sola!”, diceva la sorella della sposa alla sposa, commettendo una enorme “gaffe” nell’accennare a un possibile prossimo futuro matrimonio della nubenda, quasi a rimarcare la provvisorietà di quello in via di preparazione).

Al posto della “&” fra i due nomi c’è una “e” normale: l’eleganza della semplicità.

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